Gli Artisti

(La presente sezione è in continuo aggiornamento)

PADIGLIONE ITALIA 54° BIENNALE DI VENEZIA                                                                 

REGIONE CAMPANIA

COMPLESSO EX TABACCHIFICIO CENTOLA,

PONTECAGNANO FAIANO (SA)

30 Settembre 2011 – 10 Gennaio 2012

Nome Cognome

Valerio Acampora

Lucio Afeltra

Riccardo Ajossa

Roberto Amoroso

Franco Anfuso

Sabato Angiero

Vittorio Avella

Vincenzo Balzano

Antonio Barbagallo

Romeo Basso

Paolo Bini

Raffaele Boemio

Anna Maria Bova

Cosimo Budetta

Luciano Campitelli

Mario Carotenuto

Maurizio Carriero

Angelo Casciello

Giovanni Cavaliere

Piero Chiariello

Diego Cibelli

Alessandro Cimmino

Mary Cinque

Giuseppe Coppola

Chiara Corvino

Pierpaolo Costabile

Laura Cristinzio

Procolo D’Ausilio

Giovanni D’Onofrio

Giovanni de Angelis

Emmanuele de Ruvo

Giuseppe Di Muro

Carmine Di Ruggiero

Fabio Donato

Maurizio Elettrico

Pino Falcone

Giovanni Ferrenti

Franco Fienga

Wanda Fiscina

Mario Francese

Diana Franco

Anna Fusco

Vincenzo Gaetaniello

Andrea Gallo

Luciano Gargiulo

Giancappetti

Loredana Gigliotti

Discepolo Girardi

Giuseppe Gorga

Patrizia Grieco

Francesco Impellizzeri

Donato Landi

Pino Latronico

Giuseppe Antonello Leone

Pietro Lista

Federico Lombardo

Guglielmo Longobardo

Giovanni Loria

Mafonso

Pietro Majetta

Teresa Mangiacapra

Alfonso Mangone

Manzo Umberto

Ugo Marano

Stelio Maria Martini

Rosaria Matarese

Elio Mazzella

Luigi Mazzella

Rosario Mazzella

Giorgio Milano

Moio&Sivelli

Olga Marciano

Piero Mottola

Raffaella Nappo

Tommaso Ottieri

Arturo Pagano

Luigi Pagano

Rosa Panaro

Eliana Petrizzi

Carmine Piro

Giuseppe Pirozzi

Felix Policastro

Virginio Quarta

Sergio Riccio

Angelomichele Risi

Nicola Rivelli

Luciano Romano

Vincenzo Rusciano

Mimma Russo

Fabio Sabatino

Stefania Sabatino

Nicola Salvatore

Antonio Sannino

Gennaro Sardella

Milena Sgambato

Paolo Signorino

Silvestry

Beatrice Squeglia

Emiliano Stella

Rosario Tedesco

Ernesto Terlizzi

Amedeo Ternullo

Giovanni Tesauro

Sergio Vecchio

Veronica Vecchione

Veronica Vecchione

Rosario Viscido

Luigi Vollaro

Natalino Zullo

Carmela Forlenza e Vito Mercurio


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16 commenti on “Gli Artisti”

  1. luisa borrelli ha detto:

    Sono rimasta colpita dall’opera di Luciano Gargiulo:molto espressiva la giovane donna, sembra che chieda il perchè di quella morte, in un dolore composto ma, intenso.

  2. maria ha detto:

    Sono rimasta colpita dall’opera dell’artista Luciano Gargiulo, mi ha suscitato una forte emozione. Un’opera di straordinaria bellezza. Complimenti

  3. giuseppe ha detto:

    Sono Rimasto colpito dall’opera di Luciano Gargiulo.
    Un’Opera di straordinaria bellezza

  4. Biagio.Auriemma ha detto:

    Sono un disegnatore amante dell’Arte, ho notato la varietà e la fantasia delle opere esposte alla mostra d’Arte di Pontecagnano SA. Quella che più ha toccato il mio sentimento è stata l’Arte figurativa reale, dove si può notare direttamente, dall’espressione delle figure, lo stato d’animo dell’Artista e quello che vuol trasmettere a chi l’osserva.
    Tra tali opere quella che si è manifestata reale e senza velo da intendere o interpretare dalla lettura dei segni iconografici, è stata la figura dipinta ad olio della Deposizione da cui si nota, secondo me, il continuo soffrire dell’umanità che, per interesse, usa sempre la violenza da procurarsi sempre inconsciamente danni!

  5. andrea ha detto:

    Il dipinto dell’artista Luciano Gargiulo, mi ha colpito molto per l’espressione e la sofferenza patita dalla donna.

  6. Lucia Pollastro ha detto:

    L’opera di Luciano Gargiulio è poco piu’ che fantastica è meravigliosa veramente bella e la migliore

  7. caterinapennacchio ha detto:

    Pur non essendo esperta d’arte, la prima cosa che mi ha colpito del dipinto di luciano gargiulo è stato lo sguardo di disperazione e di dolore della donna e la modernita’ dell’opera nel suo insieme.

  8. irene granata ha detto:

    Rimango estasiata di fronte a tale bellezza e pertanto preferisco esprimermi con le parole tratte dal romanzo Oceano mare, di A. Baricco:
    …un immagine per occhi divini….un opera finita ed esatta, una verità…..
    complimenti all’artista Luciano Gargiulo

  9. domenico ha detto:

    L’opera dell’artista Luciano Gargiulo impressiona per la rappresentazione simbolica del dramma vissuto attraverso la disperazione della donna che, rapita dal dolore, mostra esterefatta gli occhi verso un amletico nulla e volontariamente non fissa la sagoma dell’uomo morente che dal canto suo è colto nell’estatica rappresentazione di una morte voluta da una società che odia e disprezza. Il richiamo al Cristo è senza dubbio forte, ma l’uomo del Gargiulo non ha ferite, il suo costato, i suoi arti non grondano sangue; il Cristo – uomo del Gargiulo è vinto dall’ipocrisia, dall’indifferenza della gente che ti spinge all’alienazione dell’anima: l’uomo del Gargiulo rappresenta il simbolo dell’umanità corrotta incessantemente dal divenire, quella stessa umanità, vestita da pietà, la cerca la donna che,chiusa nel suo drappo rosso gronda effimere lacrime di disperazione.La pittura del Gargiulo richiama in maniera realistica i macchiaioli veneziani, il tratto è puro e ricercato e rimanda alle atmosfere metafisiche di Caravaggio, permeate da uno spiritualismo tipico della pittura del primo ‘900.I colori, ora accesi e puri, ora vivi e penetranti conferiscono all’opera una dimensione onirica e si caricano di una funzionale valenza espressiva. Luciano Gargiulo è un grande artista.

  10. Alfredo S. ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con quanti mi hanno preceduto nel commentare positivamente l’opera dell’artista Luciano Gargiulo. Devo aggiungere che mi ha colpito anche quella dell’artista Emiliano Stella per il significato e la simpatia che esprime. Complimenti.

  11. Antonio Cassese ha detto:

    Che dire dell’opera di Luciano Gargiulo è un immagine che parla alle persone che amano la cultura e l’Artista illustra in questo suo momento tutta la sua straordinaria interiorità fatta di cose vere , anche non essendo un esperto di arte possono semplicemente dire Grazie alle persone come Luciano Gargiulo che pur essendo ” Grandi Artisti” si sentono al servizio di tutti con la loro umiltà.

  12. ciro d'errico ha detto:

    Ciro D’Errico
    L’opera del maestro Luciano Gargiulo, suscita emozioni immense. Ricordo come se fosse ieri,
    anche se sono passati più di vent’ anni, quando portato da un amico, mi ritrovai nel Suo laboratorio, rimasi totalmente sconvolto nel vederlo dipingere, quella semplicità, quella sicurezza nell’usare i colori e il pennello mi lasciarono esterefatto. Pur non avendo nessuna competenza in materia, capii subito che avevo di fronte un grandissimo artista, che avrebbe lasciato il segno negli anni a venire.

  13. Carlo Roberto Sciascia ha detto:

    Carlo Roberto Sciascia

    Dopo aver letto ed ascoltato in loco le diverse presentazioni e sul vostro sito i vari commenti all’esposizione, spesso di parte e/o scritti da persone non addentro al mondo dell’Arte, con questo mio commento tengo a fare chiarezza e precisare quanto si è visto

    Sgarbi e la Campania

    54aBiennale di Venezia – Padiglione Campania: “Lo stato dell’Arte/Regione Campania – Iniziativa promossa dal Padiglione Italia alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011”: la mostra, fin troppo ricca di artisti salernitani non sempre di valore significativo e con poche presenze di spessore di napoletani, ha trascurato quasi integralmente quelli di Caserta, Benevento ed Avellino

    Sta concludendosi ormai la mostra, intitolata “Lo stato dell’Arte/Regione Campania – Iniziativa promossa dal Padiglione Italia alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011”, allestita nel ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano; l’esposizione lascia un giusto strascico di polemiche in quanto da tutti gli esperti è stata giudicata di basso livello.
    In effetti, già Vittorio Sgarbi, ideatore e curatore dell’evento, nella sua presentazione dell’evento da Napoli, dopo aver affermato che “la presenza a Pontecagnano è equivalente a quella di Venezia e talvolta ha più motivato titolo per considerazioni estetiche che prescindono dalle indicazioni di uno scrittore, di un poeta, di un regista, di un filosofo, eletto a patrono, come accade a Venezia; una commissione, aperta, anche con efficaci segnalazioni di provenienza regionale, ha proposto gli artisti che io ho osservato con grande interesse e selezionato, spero efficacemente e rispettosamente, per questa 54a Edizione della Biennale di Venezia”, ha in seguito sottolineato che “varie presenze non rientravano nella sua visione dell’arte buona ma, in ogni caso, erano da considerarsi un superamento del personalismo nelle scelte”.
    Ciò è a dir poco opinabile, anche se il critico intendeva non assumersi responsabilità che invero gli spettavano. In effetti, a ben vedere la qualità delle opere scelte lascia molto a desiderare sia per originalità, sia per stile; inoltre, l’elenco dei è cresciuto a causa di continue indicazioni di artisti non presenti nel gruppo iniziale, che scalpitavano per entrarci ed hanno usato il deprecabile metodo delle continue pressioni. Anche il Sindaco di Pontecagnano, Ernesto Sica, soddisfatto per aver accentrato l’attenzione di tutta l’Italia, del mondo, e particolarmente della Campania sulla sua città e sul complesso realizzato e messo a disposizione, ha delle responsabilità su quanto è stato offerto ai visitatori avendo , come appare evidente, la scelta di artisti locali, decisamente di livello mediocre.
    L’idea originale di Sgarbi è veramente valida. Purtroppo prevedeva che una commissione, aperta (?), anche con efficaci segnalazioni di provenienza regionale, agisse da supporto per la segnalazione di tutti quegli artisti che, dopo essere stati osservati con grande interesse e selezionati dal critico curatore, fossero di diritto inseriti nell’elenco degli invitati; ma le pressioni reiterate e l’ingerenza di chi, operando a Salerno, poteva esercitare un certo potere, hanno permesso di e dilatare il numero dei selezionati (con l’immissione di artisti mediocri e poco significativi, ma solleciti nell’applicare il metodo della raccomandazione) in modo tale che ogni giorno l’elenco cambiava ed alcuni artisti erano immessi persino dopo la presentazione alla stampa. Alla fine, dopo varie vicissitudini, sono 110 gli artisti che hanno partecipato, un numero elevato e non rispondente alla realtà oggettiva!
    Non si può, quindi, che una volta ancora criticare quella perenne voglia di comunque ed ovunque si realizzi qualche evento maggiormente , pur non avendo i requisiti; ma l’esserci è stato in molti casi, nonostante le poco credibili affermazioni di critici e peudo conoscitori dell’arte, la constatazione della scarsa qualità dell’opera e del limitato suo valore intrinseco. In effetti, per loro sarebbe stato preferibile non esserci e non fare una magra figura, piuttosto che con chi non ha visto l’evidente confronto!
    Di fronte ad artisti di livello superiore e più rappresentativi quali Carmine Di Ruggero, Vincenzo Gaetaniello, Giovanni Ferrenti, Stelio Maria Martini, Giuseppe Pirozzi, Angelo Casciello, Laura Cristinzio, Giuseppe Antonello Leone, Guglielmo Longobardo, Mimma Russo, Luigi Vollaro, Ernesto Terlizzi, Fabio Donato, Pietro Lista, Ugo Marano, Teresa Mangiacapra, Rosaria Matarese, Natalino Zullo, Rosa Panaro e pochi altri, sono da segnalare negativamente artisti che hanno proposto opere non originali né interessanti e che sono stati trascurati nomi ben più significativi di Napoli, Caserta, Benevento ed Avellino, oltre che i tanti validi che hanno fino ad oggi rifiutato di entrare nel ma che hanno operato al di fuori e, forse per questo, non risultano fra i nomi di quelli da considerare.
    Una notazione importante è che in molti si sono ad esaltare la
    mostra (spesso senza averne la capacità o, a volte, perché in qualche modo coinvolti) ed alcuni artisti, guarda caso i salernitani! È persino da segnalare in alcuni servizi fotografici il contrasto tra l’assenza delle opere valide e la presenza di quelle di scarso valore!
    In particolare sono stato colpito da chi ha notato (forse non annoverabile tra coloro che ne capiscono!) nei lavori e da chi considera una specifica opera con soggetto sacro talmente interessante (sic!) da ricollegarsi al settecento in una , senza sapere – forse – che dopo due secoli il modo di concepire e fare pittura è stato stravolto. Vi è anche chi giudica la mostra in grado di restituire alla Campania una e parla addirittura di “quelli di Pontecagnano” senza rendersi conto che la generale delle opere esposte evidente contrastava con la reale situazione artistica campana, italiana e mondiale.
    Ma c’è da chiedersi se hanno visto realmente le opere esposte, se sono in grado di capirne il livello artistico e l’eventuale originalità della proposta. Anche soltanto ascoltando il curatore ed altri, coinvolti a vario titolo in questa kermesse, è chiaro che il direttore artistico ha preso le distanze su scelte che non avrebbe fatto e che non condivide, gli operatori dell’evento hanno precisato che effettivamente non sono stati considerati gli artisti di alcune province e che la scelta è soggettiva e non condivisibile da parte di tanti, che il sindaco fa politica e deve per forza di fronte ad una manifestazione che ha consacrato Pontecagnano Faiano quale valida alternativa a Napoli.
    I campani, napoletani in testa, non hanno capito la grande opportunità offerta loro da Vittorio Sgarbi! Hanno preferito sprecarla con le solite raccomandazioni ed imposizioni, con il ad ogni costo senza considerare che il risultato è quello una mostra di livello medio-basso in grado di affossare loro e tutta la Campania e dato ragione a coloro che la regione dichiarandola incapace di porsi nel giusto modo di fronte al resto d’Italia ed al mondo. Solo coloro, che abbandonano la loro terra e cercano fortuna in altri territori, possono sperare di affacciarsi nel mondo dell’Arte internazionale; chi rimane in loco è destinato a proseguire nelle diatribe tra artisti e critici ed a per qualche esposizione, sprecando le sue capacità spesso notevoli.
    Il di artisti campani, di livello ben alto e valido, non si identifica certo con quanto proposto e con le opere esposte! Per cambiare la situazione attuale occorrerebbe che i campani, napoletani in testa, smettessero finalmente di farsi la guerra e di considerare tutto sulla base della personale utilità, ma con un confronto serio ed onesto (il vero saggio è colui che sa di non sapere) e con un dialogo costruttivo realizzino eventi importanti in per poi proiettarli all’esterno, in Italia e nel mondo, entrando in contatto con le realtà internazionali. A questo proposito occorre che le istituzioni appoggino con consapevolezza e con concretezza gli artisti e che i critici escano dal becero provincialismo che li attanaglia. Che sia bandita la conflittualità, la selezione per amicizia, utilità e raccomandazione, l’isolamento culturale al quale si sottopongono artisti ed operatori d’arte nei confronti dei tanti artisti che espongono (solo pochi, definiti dal sistema dell’arte sono considerati!), i giochi di potere, ma si aprano le porte alla sinergia, alla concretezza, al dialogo, al confronto, alla consapevolezza, alla serietà!

    • Angela Casale ha detto:

      Buongiorno, premesso il punto di vista personale, penso che soprattutto all’inizio il suo commento sia a dir poco polemico e sterile, e non apporta contributi significativi.
      Il significato del suo discorso, può essere forse sottilmente compreso dai più esperti ma il rimanere fuori meccanismi di selezione non implica per forza criticità nel metodo di scelte e soprattutto raccomandazioni e/o forzature…Addossare colpe e responsabilità al Sindaco, al Ciritico organizzatore, agli artisti che hanno avuto la fortuna di esporre non significa bollarli come pressatori per farsi scegliere. Ciò va proprio contro il principio dell’arte. Tenendo conto che ci sono stati anche visitatori estranei a questo tipo di approccio e magari non sono addentrati nell’ambiente ma hanno potuto godere di una fruizione “semplice” e “pura” fine a sè stessa. Fermo restando ciò, sono pienamente d’accordo con l’ultima parte del suo pensiero che ricopio:
      “Per cambiare la situazione attuale occorrerebbe che i campani, napoletani in testa, smettessero finalmente di farsi la guerra e di considerare tutto sulla base della personale utilità, ma con un confronto serio ed onesto (il vero saggio è colui che sa di non sapere) e con un dialogo costruttivo realizzino eventi importanti in per poi proiettarli all’esterno, in Italia e nel mondo, entrando in contatto con le realtà internazionali. A questo proposito occorre che le istituzioni appoggino con consapevolezza e con concretezza gli artisti e che i critici escano dal becero provincialismo che li attanaglia. Che sia bandita la conflittualità, la selezione per amicizia, utilità e raccomandazione, l’isolamento culturale al quale si sottopongono artisti ed operatori d’arte nei confronti dei tanti artisti che espongono (solo pochi, definiti dal sistema dell’arte sono considerati!), i giochi di potere, ma si aprano le porte alla sinergia, alla concretezza, al dialogo, al confronto, alla consapevolezza, alla serietà!”
      E magari ciò si ricollega in primis alla mancata accoglienza dell’esposizione da parte del capoluogo campano, ma ciò non significa che chi ha esposto a Pontecagnano Faiano è un di un livello mediocre…così come la mostra non sia stata all’altezza..
      Buona giornata…

  14. ammiratore ha detto:

    Finalmente un artista vero, onesto, che non prende in giro l’arte e il suo pubblico, che sa veramente cosa vuol dire dipingere e lo fa con una competenza che non ha limiti. Forse Luciano Gargiulo é l’unico che abbia meritato di prendere parte a questa manifestazione.


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